Nessuno ne parla.
Ma il problema della mia terra alcuni non lo capiscono, altri non lo vogliono capire, altri ancora vogliono che non si capisca.
Nelle poche e semplici parole di un magistrato tutto quello che c'e' da sapere.
Come dice Salvatore Borsellino (fratello di Paolo): "Oggi i magistrati si uccidono senza armi, ma con le carte bollate".
domenica 25 gennaio 2009
venerdì 22 agosto 2008
Dato che mi si fa notare ...
Dato che mi si fa notare la biblica pigrizia nell'aggiornare il blog, vengo allo scoperto con un post fantasma per spiegare (a me stesso in realta'), a cosa e' dovuto il silenzio degli ultimi mesi.Non per giustificare cotanta ignavia, ma perche' rimanga un appunto di quello che e' successo in questi mesi, diro' solo che la mia vita, pur rimanendo tale e quale nella sostanza quotidiana, e' radicalmente cambiata nel modo di intendere le prospettive che ho e le speranze che nutro.
Detto questo, dovrei lanciarmi nell'accorata disamina di tutto cio' che ha portato a un cosi' radicale cambiamento e nella descrizione del cambiamento stesso, ma non lo faro': il blog non e' un diario e, sopratutto, e' da dimostrare che la cosa interessi a qualcuno.
Per questo non vado oltre, ma piuttosto metto a confronto una giornata tipo che ho trascorso durante il periodo di ferie che mi sono concesso e che e' tristemente finito, con la giornata di oggi.
FERIE
Sveglia con alba sul mare alla riapertura delle palpebre.
Dieci minuti di letto in dormiveglia apprezzando il fresco del mattino e la sensazione di riposo.
Toilette.
Feste del mio cane.
Frullato di frutta fresca e yougurt preparato da mia madre.
Passeggiata al bar, caffe', cornetto (sugnoso) e giornale.
Lettura rilassata di un libro in veranda su una sdraio.
Mare: passeggiata di 5 Km sulla spiaggia, bagno del mattino, nuotata.
Pranzo (non cucinato da me)
Caffe'.
Pennica pomeridiana programmata e fortemente voluta e gradita.
Risveglio dalla pennica.
Passeggiata di 5 Km.
Due tiri a pallone sulla spiaggia.
Bagno pomeridiano.
Nuotata.
Attesa del tramonto in acqua.
Cena (non cucinata da me).
Caffe'.
Chiacchera in veranda.
Libro
Sonno REM
Sonno profondo
Sveglia ....
OGGI
Sveglia e presa di coscienza che il ventilatore, la radio e la lampada sul comodino sono ancora accesi.
5 minuti per capire se e' piu' forte il dolore alla schiena a causa del materasso o quello intercostale dovuto al ventilatore.
Toilette.
Tragitto casa-ufficio (in macchina).
Accensione del PC.
Caffe' al distributore automatico.
Lavoro
Caffe' al distributore automatico.
Lavoro
Nescafe'
Lavoro
Pranzo (in tavola calda o similare)
Rientro in ufficio
Lavoro
Caffe' al distributore
Lavoro
Nescafe'
Nescafe'
Lavoro
Lavoro
Nescafe'
Lavoro
Tragitto ufficio-supermercato.
Cena (preparata da me)
Scrittura del post...
Considerazioni a margine:
- Per adesso va bene cosi'
- Da domani vediamo di cambiare qualcosina
- Ognunu avi a so cruci (antico detto calabrese).
martedì 27 maggio 2008
Trovate 12 minuti: Quando uno si informa, e' molto piu' difficile prenderlo per il culo.
Quanto tempo si perde ogni giorno: in macchina, in fila al supermercato, davanti alla tv sicuramente.
Trovate 12 minuti per chiarirvi un po' le idee e ascoltare qualcosa di chiaro, semplice, lineare.
Trovate 12 minuti per chiarirvi un po' le idee e ascoltare qualcosa di chiaro, semplice, lineare.
mercoledì 23 aprile 2008
Povera (Al)Italia
Nei prossimi mesi, apprenderemo dalla tv le migliaia di posti di lavoro che andranno in fumo grazie alle capacita' dei manager italiani che hanno condotto Alitalia sul baratro e alla presunzione dei politici italiani di gestire certe questioni come tutti i giochini e giochetti a cui sono abituati.
Cosi adesso i francoolandesi ci sfanculano a buon diritto e il nostro brillante futuro primo ministro (eletto a furor di televoto) si incontra con l'amicone Putin anche per parlare, da grandi amiconi che si fanno i favori che gli amiconi di fanno, della questione compagnia di bandiera.
Cosi', dopo la fantomatica cordata di banche e imprenditori, c'e' anche una ben piu' concreta possibilita' di acquisizione di Alitalia da parte di Aeroflot.
Ecco cosa scriveva Tiziano Terzani su Aeroflot il 24 Settembre 1991:
da "Buonanotte Signor Lenin" - Ed. TEA
Mi si dira':
"Ma che significa? Quelli erano i tempi i cui Aeroflot era la compagnia di bandiera sovietica! Con la caduta del comunismo e' diventata la compagnia di bandiera russa e le cose saranno cambiate!! Suvvia Massimo! E che cazzo! Sempre il solito malfidato!!!
Bene. Allora mi sono informato un attimo.
Ecco cosa si dice oggi in merito alla gestione di Aeroflot:
Uno degli aspetti più oscuri, ma forse per questo tra i più affascinanti, della saga Aeroflot è la gestione della compagnia.
In epoca sovietica era prassi comune affidare ad importanti personalità del partito ruoli importanti all’interno delle aziende sotto controllo dello stato, come ad esempio Gazprom o la stessa Aeroflot; spesso, poi, gli stessi quadri di Aeroflot o Gazprom provenivano dal KGB o erano destinati a prestare servizio in essi come dirigenti. Capitava così che, ad esempio, un membro del partito cominciasse a scalare le gerarchie del PCUS e, dopo aver prestato qualche anno di servizio come dirigente del KGB, arrivasse ad occupare posti di tutto rilievo in Aeroflot. Questa pratica non solo fino all’era di Gorbaciov e fino al crollo dell’Unione Sovietica, ma continuò anche durante le ere Eltsin e Putin. L’attuale presidente russo Vladimir Putin, in particolare, è a capo di un entourage che comprende, oltre allo staff presidenziale, anche dirigenti di Bank Menatep Saint Petersburg, Gazprom e ovviamente Aeroflot. È lecito pensare che la gestione di queste aziende sia intrecciata a vario titolo con i servizi segreti russi (abbiamo accennato prima alle connivenze tra KGB con la compagnia).
Tentare di riassumere i legami esistenti tra i palazzi governativi moscoviti, il KGB e Aeroflot si configura come un compito molto complesso e può essere oggetto di studio solamente per profondi conoscitori della Russia post-sovietica. In questa sede, ci limitiamo ad offrirvi alcuni spunti di riflessione. Ci limitiamo solo a sottolineare come il crollo dell’Unione Sovietica e la successiva nascita della Comunità degli Stati Indipendenti non abbia sradicato le clientele alla base del sistema politico sovietico: in quest’ottica Aeroflot diventa un piccolo tassello del grande mosaico politico-economico della Russia di oggi, un mosaico incredibilmente complesso tenuto in piedi da un intricato gioco di relazioni economiche (le vicende di Gazprom insegnano come la Russia sia il fulcro della gestione energetica dell’intero Est europeo e non solo…), spionaggio, diplomazia e relazioni internazionali.
Fonte: www.md80.it
Per cui adesso e' tutto chiaro: si vende Alitalia ad una compagnia che la sappia gestire cosi' come e' stata gestita fino ad ora!
In bocca al lupo a tutti i lavoratori onesti che dovranno cercarsi un nuovo lavoro grazie a manager delinquenti e politici inconsistenti.
Cosi adesso i francoolandesi ci sfanculano a buon diritto e il nostro brillante futuro primo ministro (eletto a furor di televoto) si incontra con l'amicone Putin anche per parlare, da grandi amiconi che si fanno i favori che gli amiconi di fanno, della questione compagnia di bandiera.
Cosi', dopo la fantomatica cordata di banche e imprenditori, c'e' anche una ben piu' concreta possibilita' di acquisizione di Alitalia da parte di Aeroflot.
Ecco cosa scriveva Tiziano Terzani su Aeroflot il 24 Settembre 1991:
Prima del decollo avviene qualcosa di rivelatore sulla gestione di questa malfamatissima linea aerea sovietica, l'Aeroflot. Tutti i sedili sono gia' occupati, l'aereo ha gia' chiuso il portello e sta per decollare quando sulla pista compare una hostess seguita da due giovanotti del tipo "nuovo uomini d'affari", con la valigetta ventiquattrore e l'aria sicura di se. I motori si spengono. Il portello si riapre, la hostess confabula con il capitano e i due tipi salgono andando a sistemarsi sul cumulo di valigie e di pacchi nel bagagliaio. Mi dicono che capita spesso: ogni aereo ha un numero massimo di persone che puo' trasportare, ma all'ultimo momento, senza che i loro nomi vengano registrati e senza che quel che pagano vada nelle casse della societa', un paio di altri passeggeri vengono fatti salire a bordo e gli equipaggi rimpinguano cosi' i loro comunque miseri salari.
da "Buonanotte Signor Lenin" - Ed. TEA
Mi si dira':
"Ma che significa? Quelli erano i tempi i cui Aeroflot era la compagnia di bandiera sovietica! Con la caduta del comunismo e' diventata la compagnia di bandiera russa e le cose saranno cambiate!! Suvvia Massimo! E che cazzo! Sempre il solito malfidato!!!
Bene. Allora mi sono informato un attimo.
Ecco cosa si dice oggi in merito alla gestione di Aeroflot:
Uno degli aspetti più oscuri, ma forse per questo tra i più affascinanti, della saga Aeroflot è la gestione della compagnia.
In epoca sovietica era prassi comune affidare ad importanti personalità del partito ruoli importanti all’interno delle aziende sotto controllo dello stato, come ad esempio Gazprom o la stessa Aeroflot; spesso, poi, gli stessi quadri di Aeroflot o Gazprom provenivano dal KGB o erano destinati a prestare servizio in essi come dirigenti. Capitava così che, ad esempio, un membro del partito cominciasse a scalare le gerarchie del PCUS e, dopo aver prestato qualche anno di servizio come dirigente del KGB, arrivasse ad occupare posti di tutto rilievo in Aeroflot. Questa pratica non solo fino all’era di Gorbaciov e fino al crollo dell’Unione Sovietica, ma continuò anche durante le ere Eltsin e Putin. L’attuale presidente russo Vladimir Putin, in particolare, è a capo di un entourage che comprende, oltre allo staff presidenziale, anche dirigenti di Bank Menatep Saint Petersburg, Gazprom e ovviamente Aeroflot. È lecito pensare che la gestione di queste aziende sia intrecciata a vario titolo con i servizi segreti russi (abbiamo accennato prima alle connivenze tra KGB con la compagnia).
Tentare di riassumere i legami esistenti tra i palazzi governativi moscoviti, il KGB e Aeroflot si configura come un compito molto complesso e può essere oggetto di studio solamente per profondi conoscitori della Russia post-sovietica. In questa sede, ci limitiamo ad offrirvi alcuni spunti di riflessione. Ci limitiamo solo a sottolineare come il crollo dell’Unione Sovietica e la successiva nascita della Comunità degli Stati Indipendenti non abbia sradicato le clientele alla base del sistema politico sovietico: in quest’ottica Aeroflot diventa un piccolo tassello del grande mosaico politico-economico della Russia di oggi, un mosaico incredibilmente complesso tenuto in piedi da un intricato gioco di relazioni economiche (le vicende di Gazprom insegnano come la Russia sia il fulcro della gestione energetica dell’intero Est europeo e non solo…), spionaggio, diplomazia e relazioni internazionali.
Fonte: www.md80.it
Per cui adesso e' tutto chiaro: si vende Alitalia ad una compagnia che la sappia gestire cosi' come e' stata gestita fino ad ora!
In bocca al lupo a tutti i lavoratori onesti che dovranno cercarsi un nuovo lavoro grazie a manager delinquenti e politici inconsistenti.
martedì 22 aprile 2008
Ci sono cose che non hanno prezzo
Domenica mattina.
Mi sveglio abbastanza tardi, un po' ammaccato: la notte sono stato male.
Comunque oggi DEVO stare meglio, perche' alle 15:00 c'e' Milan-Reggina ed io, da bravo emigrante, ci andro' con due amici di Reggio: Stefano e Duilio, rispettivamente trasferitisi per lavoro l'uno a Milano, l'altro a Torino.
I bilglietti sono gia' acquistati: secondo anello, settore 228. E' la mia prima volta a San Siro e non me la posso perdere.
Cosi' ci incontriamo alla stazione centrale, facciamo una ricca passeggiata, mangiamo qualcosa in un ristorantino e via verso lo stadio.
Parcheggio rigorosamente inventato, navetta gratuita ed eccoci al Meazza. Siamo in perfetto orario: a fare le scale che ci portano al nostro settore rischiamo nell'ordine embolia, infarto e blocco gastrointestinale. Ma ci siamo.
Ora, non vi raccontero' le fasi della partita, che si e' conclusa con un chiaro 5 a 1 per i padroni di casa, ma non dimentichero' mai quello che e' successo al 40' del primo tempo:
il Milan conduce due a zero in virtu' di due rigori concessi dall'arbitro farina e realizzati da Kaka; azione d'attacco della Reggina, una palla giunge ai limiti dell'area, Barreto la stoppa, sembra aver perso tempo prezioso nello stopparla piuttosto che nel battere al volo, invece parte il tiro, schizza verso la porta, il portiere si tuffa invano, la rete si gonfia ... GGGGGOOOOOOOOAAAAAAL!!!!!!
"GGGGGOOOOOOOOAAAAAAL!!!!!!" e' cio' che abbiamo gridato alzandoci io, Stefano e Duilio ... e nessun altro in tutta la curva!
Biglietto: 15 euro
Pranzo al ristorante: 10, 5 euro
Perdere 5 a 1: bruciore di culo
Esultare in 3 su migliaia ... non ha prezzo!
Mi sveglio abbastanza tardi, un po' ammaccato: la notte sono stato male.
Comunque oggi DEVO stare meglio, perche' alle 15:00 c'e' Milan-Reggina ed io, da bravo emigrante, ci andro' con due amici di Reggio: Stefano e Duilio, rispettivamente trasferitisi per lavoro l'uno a Milano, l'altro a Torino.
I bilglietti sono gia' acquistati: secondo anello, settore 228. E' la mia prima volta a San Siro e non me la posso perdere.
Cosi' ci incontriamo alla stazione centrale, facciamo una ricca passeggiata, mangiamo qualcosa in un ristorantino e via verso lo stadio.
Parcheggio rigorosamente inventato, navetta gratuita ed eccoci al Meazza. Siamo in perfetto orario: a fare le scale che ci portano al nostro settore rischiamo nell'ordine embolia, infarto e blocco gastrointestinale. Ma ci siamo.
Ora, non vi raccontero' le fasi della partita, che si e' conclusa con un chiaro 5 a 1 per i padroni di casa, ma non dimentichero' mai quello che e' successo al 40' del primo tempo:
il Milan conduce due a zero in virtu' di due rigori concessi dall'arbitro farina e realizzati da Kaka; azione d'attacco della Reggina, una palla giunge ai limiti dell'area, Barreto la stoppa, sembra aver perso tempo prezioso nello stopparla piuttosto che nel battere al volo, invece parte il tiro, schizza verso la porta, il portiere si tuffa invano, la rete si gonfia ... GGGGGOOOOOOOOAAAAAAL!!!!!!
"GGGGGOOOOOOOOAAAAAAL!!!!!!" e' cio' che abbiamo gridato alzandoci io, Stefano e Duilio ... e nessun altro in tutta la curva!
Biglietto: 15 euro
Pranzo al ristorante: 10, 5 euro
Perdere 5 a 1: bruciore di culo
Esultare in 3 su migliaia ... non ha prezzo!
venerdì 11 aprile 2008
Storia di una sera d'inizio primavera
Nebbia, pioggerellina.
Dalla finestra del settimo piano di un palazzo di vetro il protagonista assiste distratto ad un altrettanto distratto tramonto.
E' venerdi sera e l'ufficio e' ormai deserto. Il protagonista da' il comando di spegnimento al pc prima di andare in bagno, in un'inutile rituale di ottimizzazione dei tempi.
Nei pochi passi fino all'auto decide di non tornare a casa come tutte le sere, ma di andare a vedere un film, magari italiano, e prendere una pizza da mangiare a letto in seconda serata.
La decisione e' quasi obbligata: a casa il coinquilino ha l'influenza e, pertanto, si prefigura come perfetto esempio moderno di untore.
Il cinema non e' lontano e, stranamente, trovare parcheggio risulta piu' facile del previsto. La fila al botteghino e' breve giusto il tempo di decidere, fra le proiezioni in ballottaggio, quella con piu' posti liberi in sala; il film non delude e, anzi, riesce a sollevare quegli interruttori interno che fanno in modo che il progatonista, una volta uscito e rimessosi in macchina, inizi a pensare.
Pensare e' quanto di peggio si possa fare di venerdi sera, con un week end davanti e nessun buon proposito da mettere in atto se non quello di non dimenticare di aggiungere l'igienizzante al carico della biancheria.
Cosi' il protagonista si mette alla guida e riflette. Riflette su che vita sta vivendo e sulle scelte che ha fatto. In realta' il protagonista sa che le scelte non si fanno, ma si "formano" giorno per giorno, come sa che ogni convinzione di oggi puo' cambiare domani e sa che nulla puo' darsi per scontato.
La strada e' vuota, la macchina scivola discreta sull'asfalto fra insegne e lampioni che colorano di toni sbiaditi la notte nebbiosa.
La prima delle pizzerie da asporto chiude la saracinesca in faccia al protagonista appena sceso dalla macchina. La seconda lo accoglie fra sedie capovolte sui tavoli e il sorriso sinceramente dispiaciuto del piazzaiolo egiziano che ha spento il forno ormai da un po'.
Cosi il protagonista si rassegna a una cena figlia del microonde, consolandosi del fatto di avere una casa in cui c'e' una stanza che e' ormai il suo mondo privato e prezioso in cui poter entrare, stendersi sul letto e scrivere una storia di una sera di inizio primavera ...
Dalla finestra del settimo piano di un palazzo di vetro il protagonista assiste distratto ad un altrettanto distratto tramonto.
E' venerdi sera e l'ufficio e' ormai deserto. Il protagonista da' il comando di spegnimento al pc prima di andare in bagno, in un'inutile rituale di ottimizzazione dei tempi.
Nei pochi passi fino all'auto decide di non tornare a casa come tutte le sere, ma di andare a vedere un film, magari italiano, e prendere una pizza da mangiare a letto in seconda serata.
La decisione e' quasi obbligata: a casa il coinquilino ha l'influenza e, pertanto, si prefigura come perfetto esempio moderno di untore.
Il cinema non e' lontano e, stranamente, trovare parcheggio risulta piu' facile del previsto. La fila al botteghino e' breve giusto il tempo di decidere, fra le proiezioni in ballottaggio, quella con piu' posti liberi in sala; il film non delude e, anzi, riesce a sollevare quegli interruttori interno che fanno in modo che il progatonista, una volta uscito e rimessosi in macchina, inizi a pensare.
Pensare e' quanto di peggio si possa fare di venerdi sera, con un week end davanti e nessun buon proposito da mettere in atto se non quello di non dimenticare di aggiungere l'igienizzante al carico della biancheria.
Cosi' il protagonista si mette alla guida e riflette. Riflette su che vita sta vivendo e sulle scelte che ha fatto. In realta' il protagonista sa che le scelte non si fanno, ma si "formano" giorno per giorno, come sa che ogni convinzione di oggi puo' cambiare domani e sa che nulla puo' darsi per scontato.
La strada e' vuota, la macchina scivola discreta sull'asfalto fra insegne e lampioni che colorano di toni sbiaditi la notte nebbiosa.
La prima delle pizzerie da asporto chiude la saracinesca in faccia al protagonista appena sceso dalla macchina. La seconda lo accoglie fra sedie capovolte sui tavoli e il sorriso sinceramente dispiaciuto del piazzaiolo egiziano che ha spento il forno ormai da un po'.
Cosi il protagonista si rassegna a una cena figlia del microonde, consolandosi del fatto di avere una casa in cui c'e' una stanza che e' ormai il suo mondo privato e prezioso in cui poter entrare, stendersi sul letto e scrivere una storia di una sera di inizio primavera ...
Iscriviti a:
Post (Atom)